El objetivo de este blog es el de contribuir a la difusion de informacion relevante respecto de la Enfermedad de LYME y de la Encefalomielitis Mialgica/Sindrome de Fatiga Cronica (EM/CFS) contribuyendo al cuidado de la salud, respetando el valor de la vida y los principios morales.
lunes, 4 de octubre de 2021
Lyme en Argentina: El debate en los medios nacionales hoy
miércoles, 29 de septiembre de 2021
Lyme en Argentina: La situación
Mi chiamo Monica Carugatti, ho 67 anni e sono una psicologa clinica. Sono una paziente di Lyme Cronico trasmesso da una zecca in Argentina 55 anni fa.
Nel luglio del 1966 avevo 12 anni e in occasione delle vacanze invernali mi recai in campagna a circa 100 km a sud della Capitale della Argentina. Allora non avevo mai lasciato l'Argentina.
Nel tardo pomeriggio sono andata alla stalla a vedere alcuni cuccioli appena nati. Lì ne ho sollevato uno sopra il mio braccio sinistro.
La mattina dopo vedo un insetto sul mio avambraccio che non sono riuscita a rimuovere. Ricordo ancora oggi ancora l'impressione che mi fece. Alla fine una zia ha rimosso la zecca senza nessuna delle cure che oggi sappiamo dovrebbero essere prese.
Giorni dopo ho iniziato con febbre altissima e un terribile mal di testa. Il mio medico veniva a trovarmi ogni giorno e ho provato vari antibiotici per più di un mese. Un giorno mi chiede: cos'hai al braccio, ti ha morso un insetto? Era l'eritema migrans, che ho riavuto 30 anni dopo nello stesso posto.
Più tardi mi confessò: - "Non so cosa hai" - una frase che apprezzo molto a distanza di decenni. Era il momento in cui la parola del paziente contava e i medici lavoravano come medici, non come psicologi.
Non guari mai.
La diagnosi di Lyme la ricevei nel 2015 de è stata per me un punto di arrivo dopo quasi 50 anni di sofferenza alla cieca.
Vivevo a tratti in Argentina e in Italia e nel 2010 mi sono ammalata di cancro al seno e dopo il trattamento di radioterapia per il tumore ho avuto una forte ricaduta del mio stato di salute generale con la ricomparsa di sintomi neurologici e una stanchezza che mi ha lasciato in situazione letto/divano. La malattia mi ha costretto a smettere completamente di lavorare.
A quel tempo un paziente di Lyme, che lo ha contratto a Rosario, in Argentina, mi consiglia di andare al Prof. Trevisan di Trieste, in Italia. Il Prof. Trevisan, al quale sarò eternamente grata, è uno specialista di Lyme con 30 anni di esperienza di lavoro in un'area endemica. Fu lui a isolare per prima volta Borrelia Burdogferi in territorio italiano, nell'Eritema migrante e nel cuore. E' stato lui ha farmi la diagnosi di Lyme.
Il mio purtroppo non è un caso isolato con radici negli anni Sessanta ma un caso tipico che continua a ripetersi come nel 2021: contagio, ignoranza della condizione, diagnosi errate e sofferenza cieca dei malati cronici. Che l'Argentina ha zecche infettate da Borrelia è un fatto ampiamente verificato.
Cito gli studi del Prof. Nestor Stanchi 1993 e della Dott.ssa Brihuega e del suo team 1988 perché si riferiscono al mio caso, ma la presenza di Borrelia Burgdorferi in varie regioni dell'Argentina è stata documentata in molte pubblicazioni successive.
Il prof. Stanchi ha trovato anticorpi anti-BB in 15 pazienti con diagnosi di artrite nella parte meridionale della Capitale Federale, a 40 km da dove sono stata morsa io. Il Dottssa. Brihuega mostra la presenza di BB nel 23% dei cani esaminati nella città di Rosario.
Sebbene la scienza abbia fatto passi da gigante nella diagnosi e nel trattamento della malattia di Lyme, la mancanza di riconoscimento del problema lascia ai pazienti senza assistenza e ai sani senza prevenzione.
Traducción al Inglés
Video realizado por pacientes de Lyme en Argentina el 17 de Mayo del 2021
martes, 28 de septiembre de 2021
Por qué la medicina basada en la evidencia no es una cuestión de consenso?
Winter Georges (2021) "Evidence-based medicine is not about consensus" The Medical Independent, 21/09/2021
Este articulo es fundamental no solo para entender la postergación de la publicación de las nuevas guías NICE de tratamiento para EM/CFS si no para entender la medicina de hoy. (Monica Carugatti)


